Via al Bilancio pluriennale Ue 2021/2027

Intervento record da 1.800 miliardi di euro

di Giorgio De Rossi
Con l’approvazione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2020, il Consiglio ha definitivamente adottato il Regolamento 2020/2093, pubblicato il 22/12/2020 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, che ha stabilito l’entrata in vigore del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) dell’UE, per il periodo 2021- 2027 e sancito la sua applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2021.
Con tale atto normativo sono state soddisfatte tutte le condizioni affinché il Bilancio dell’UE metta a disposizione della collettività, per i prossimi sette anni, finanziamenti pari a complessivi 1.074 miliardi di euro (a prezzi 2018). Il Bilancio settennale, unitamente allo strumento per la ripresa “Next Generation EU” da 750 miliardi di euro, consentiranno all’Unione Europea di disporre di una capacità finanziaria senza precedenti, pari ad oltre 1.800 miliardi di euro, a sostegno della ripresa dalla pandemia di Covid- 19 e delle priorità a lungo termine dell’UE nei diversi settori d’intervento. La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato che: “Con le risorse di Next Generation EU e del Bilancio a lungo termine, l’Unione sosterrà i cittadini, le imprese e le Regioni più colpite dalla crisi del coronavirus. Il pacchetto fornirà un importante contributo alla ricostruzione di un’Europa più verde, digitale, resiliente ed adeguata, pronta per le sfide di oggi e di domani”. In linea con la proposta della Commissione, il Bilancio UE 2021-27 è articolato in sette Rubriche, a fronte delle cinque dell’attuale Multiannual Financial Framework (MFF), con il tema della Coesione economica e sociale dell’Unione che, con € 378 miliardi, continua ad assorbire la quota maggiore di risorse, subito seguìto dagli impegni per l’ambiente, pari ad € 356 miliardi, in accordo con i nuovi obiettivi climatici dell’Unione.

In particolare, le risorse sono così ripartite:

  1. Rubrica 1 – Mercato unico, innovazione e agenda digitale: €133 miliardi
  2. Rubrica 2 – Coesione, resilienza e valori: € 378 miliardi
  3. Rubrica 3 – Risorse naturali e ambiente: € 356 miliardi
  4. Rubrica 4 – Migrazione e gestione delle frontiere: € 23 miliardi
  5. Rubrica 5 – Sicurezza e difesa: € 13 miliardi
  6. Rubrica 6 – Vicinato e resto del mondo: € 98 miliardi
  7. Rubrica 7 – Pubblica Amministrazione Europea: €73 miliardi.

    Esaminiamo ora il medesimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), per l’arco temporale 2021/2027, pari ad € 1.074 miliardi (ai prezzi 2018), sulla base della ripartizione tra i principali Fondi Strutturali e la nuova generazione dei Programmi di finanziamento UE. Un budget di € 330 miliardi va alle Politiche di Coesione, che perseguirà 5 obiettivi tematici, in sostituzione degli 11 dell’attuale programmazione: a Smarter Europe; a Greener, carbon free Europe; a more Connected Europe; a more Social Europe; a Europe closer to citizens. La maggior parte delle risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e del Fondo di Coesione (FC), pari, rispettivamente, ad € 200 e ad € 42 miliardi, andrà ai primi due obiettivi, ossia alla realizzazione di un’Europa più intelligente, nonché ad un’Europa più verde e senza emissioni di carbonio. Nel Bilancio UE 2021-2027 il Fondo Sociale Europeo lascia il posto al FSE Plus, che accorpa l’attuale Fondo Sociale Europeo (FSE), l’Iniziativa per l’Occupazione Giovanile (IOG), il Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti (FEAD) ed il Programma per l’Occupazione e l’Innovazione Sociale (EaSI). La dotazione finanziaria complessiva del FSE+, per gli anni 2021-2027, ammonta ad € 88 miliardi, quindi si tratta di un budget inferiore alla somma dei fondi dell’attuale ciclo di programmazione, pari a circa € 100 miliardi.
    Per quanto riguarda la Politica Agricola Comune, la dotazione complessiva ammonta ad € 342 miliardi, con € 258 miliardi per Misure di Mercato e pagamenti diretti e con € 78 miliardi per i Programmi di Sviluppo Rurale del FEASR. Al nuovo Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP) va invece un budget da € 6 miliardi per la Crescita dell’Economia Blu, la Transizione verso pratiche di pesca più sostenibili, il sostegno in nuovi mercati, come l’energia oceanica e la biotecnologia marina.
    Passando ai Programmi a gestione diretta, il Programma per la Ricerca e l’Innovazione Horizon Europe potrà contare su € 76 miliardi (che diventeranno € 85 miliardi con i fondi aggiuntivi ed il contributo di Next Generation EU). E’ prevista una struttura articolata in tre pilastri: Scienza aperta, che comprende il Consiglio Europeo della Ricerca (CER), le Azioni Marie Skłodowska- Curie e le Infrastrutture di Ricerca; Sfide globali e competitività industriale, che comprende cinque poli tematici e le azioni dirette non nucleari del Centro Comune di Ricerca (JRC); Innovazione aperta, che comprende il Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC), gli Ecosistemi Europei dell’Innovazione e l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT).
    Lo Strumento di Vicinato, Sviluppo e Cooperazione Internazionale (il Neighbourhood, Development and International Cooperation Instrument – NDICI) di importo pari ad € 72 miliardi, sarà invece il principale meccanismo di finanziamento per l’azione esterna dell’UE nel settennato 2021/2027. Quanto al Meccanismo per Collegare l’Europa (il Connecting Europe Facility), ai 18 miliardi di euro riservati al Programma si aggiungono € 10 miliardi del Fondo di Coesione per le infrastrutture di trasporto nei paesi beneficiari del FC. Il totale di € 28 miliardi è così distribuito: CEF Trasporti con € 21 miliardi; CEF Energia con € 5 miliardi e CEF Digitale con € 2 miliardi.
    Al Nuovo Programma Spaziale Europeo sono invece destinati € 13 miliardi così ripartiti: € 8 miliardi per i programmi Galileo e EGNOS; € 5 miliardi per Copernicus e per lo sviluppo di nuovi componenti di sicurezza. Al Fondo Asilo e Migrazioni (FAMI) vanno € 10 miliardi.
    Il Programma Comunitario InvestEU, nato dall’esperienza del Piano Junker, è il Fondo che, con una dotazione di € 9 miliardi, riunisce vari strumenti finanziari, tra cui il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici (FEIS), il Programma Competitività delle Micro e PMI (COSME) ed il Programma per l’Occupazione e l’Innovazione Sociale (EaSI). Esso permetterà di attivare, per il prossimo settennio, circa € 26 miliardi di garanzie per l’accesso ai finanziamenti e, nel contempo, consentirà di mobilitare € 400 miliardi di investimenti. Tuttavia, il Programma InvestEU è stato fortemente ridimensionato rispetto alla dotazione di € 84 miliardi, presentata dal Parlamento Europeo il 13 Novembre u.s. per rilanciare investimenti e crescita, di cui abbiamo fornito ampia documentazione nel N. 68 (1-15 Dicembre 2020) di questa Rivista. Il Fondo Europeo per la Difesa (l’European Defence Fund) è stato stabilizzato con una dotazione complessiva di € 8 miliardi, di cui € 3 miliardi destinati alla ricerca ed € 5 miliardi per i progetti di sviluppo.
    Il Just Transition Fund è il Fondo per la Transizione Equa che, con € 8 miliardi, sostiene l’uscita dai combustibili fossili nelle Regioni europee che ne dipendono maggiormente. Proposto anche un nuovo Programma interamente dedicato agli investimenti in ambito ICT, denominato Digital Europe e dotato di € 7 miliardi per cinque settori di intervento: Calcolo ad alte prestazioni; Intelligenza artificiale; Cybersicurezza e fiducia; Competenze digitali avanzate; Implementazione, impiego ottimale della capacità digitale ed interoperabilità.
    E’ previsto un nuovo strumento per la Gestione delle Frontiere, denominato Integrated Border Management Fund (IBMF), con risorse per € 6 miliardi, cui si affianca l’Agenzia Frontex (European Border and Coast Guard), con risorse per € 5 miliardi. Aumenta il budget del programma per l’ambiente e la biodiversità LIFE, che sale ad € 5 miliardi, contro i 3 miliardi della programmazione 2014- 2020.Da segnalare anche il Programma UE per il Mercato Unico che è stato dotato di € 4 miliardi destinati alla tutela dei consumatori ed alla crescita delle PMI.
    Giorgio De Rossi

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