Proposta dalla Commissione una rilevante riforma dello “Spazio digitale” nell’Unione europea

La “Legge sui servizi digitali’ e la “Legge sui mercati digitali” rappresentano la conclusione di una particolare attenzione posta negli ultimi anni dalle Istituzioni europee nei confronti delle conseguenze prodotte sui diritti fondamentali, sulla concorrenza e sull’economia della società moderna dalle piattaforme online e dalla digitalizzazione. Le proposte della Commissione saranno discusse con procedura legislativa ordinaria nel Parlamento europeo e negli Stati membri. Il testo adottato troverà poi applicazione in tutta l’UE.

Si tratta di nuove norme per le piattaforme digitali, i social media e i mercati online che operano nell’Unione europea, studiate per la protezione dei valori europei e dei diritti fondamentali dei cittadini. Il rispetto dei diritti umani, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza e lo Stato di diritto saranno la base del riequilibrio dei rapporti tra le piattaforme di intermediazione, la pubblica autorità e gli utenti. Si punta a mercati digitali più aperti, con promozione di crescita, innovazione e competitività. Sarà favorita la crescita delle piccole e medie imprese e delle piattaforme piccole.

La Commissione vuole così realizzare il ‘decennio digitale’ dell’Europa. “Le due proposte – ha dichiarato Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale – perseguono un unico obiettivo: garantire a noi, in quanto utenti, l’accesso a un’ampia gamma di prodotti e servizi sicuri online e alle aziende che operano in Europa di competere liberamente ed equamente online così come offline. Si tratta di un unico mondo. Dovremmo potere fare acquisti in modo sicuro e poterci fidare delle notizie che leggiamo, in quanto ciò che è illegale offline è altrettanto illegale online.”

Per il Commissario per il Mercato interno, Thierry Breton: “Molte piattaforme online occupano ormai un posto centrale nella vita dei nostri cittadini e delle nostre aziende, e persino nella nostra società e nella nostra democrazia in generale. Con le proposte odierne stiamo organizzando il nostro spazio digitale per i prossimi decenni. Tramite norme armonizzate, obblighi ex ante, una migliore sorveglianza, un’applicazione rapida e sanzioni dissuasive provvederemo a garantire sicurezza, fiducia, innovazione e opportunità commerciali a chiunque in Europa offra e utilizzi servizi digitali.”

La Commissione ha cominciato a lavorare a questa proposta dall’estate 2020, consultando gran parte dei portatori di interessi. Da giugno a settembre dello stesso anno ci sono state le consultazioni pubbliche, con oltre tremila risposte a livello mondiale su tutti i settori dell’economia digitale.

Legge sui servizi digitali

Venti anni dopo la direttiva sul commercio elettronico è notevolmente cresciuta l’importanza degli intermediari online, con le piattaforme online molto vantaggiose per le aziende ed i cittadini europei. Di pari passo però è aumentata anche la possibilità di diffondere attività e contenuti illegali.

Le nuove norme prevedono una protezione forte dei diritti fondamentali dei cittadini utenti e la veloce rimozione dei contenuti illegali. I grandi operatori per la condivisione di informazioni e per il commercio online hanno raggiunto una tale ‘dimensione pubblica’ da mettere a rischio la stessa gestione delle informazioni e i diritti degli utenti.

La proposta della Commissione si colloca nella scia delle previsioni del recente “Piano d’azione per la democrazia europea: per democrazie dell’UE più forti”.

Piano così commentato dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: “Con la rivoluzione digitale in corso, i cittadini devono poter compiere le loro scelte esprimendo liberamente le proprie opinioni. La realtà va distinta dalla finzione, e mezzi di informazione liberi e la società civile devono poter partecipare a un dibattito aperto e libero da interferenze malevoli. Per questo l’UE prende misure per rendere più resilienti le nostre democrazie nell’UE.”

La Vicepresidente per i Valori e la trasparenza Věra Jourová ha aggiunto la seguente dichiarazione: “La democrazia non può essere data per scontato; ha bisogno di cura e protezione. Il nostro piano mira a proteggere e promuovere una partecipazione significativa dei cittadini, dando loro gli strumenti per compiere liberamente le loro scelte nello spazio pubblico, senza manipolazioni. Dobbiamo aggiornare le norme, in modo da poter sfruttare le opportunità dell’era digitale e affrontare le sfide che essa pone. Il piano propone azioni volte a rafforzare la protezione dei giornalisti e a lottare contro la disinformazione e le interferenze, garantendo allo stesso tempo la piena tutela della libertà di parola”.

Questi i nuovi obblighi:

  • normativa chiara ed efficace per potere rimuovere i contenuti, beni e servizi online illegali;
  • garanzie a favore degli utenti per i contenuti cancellati dalle piattaforme per errore;
  • obbligo di prevenzione degli abusi dei sistemi delle piattaforme di grandi dimensioni;
  • uso di pubblicità online e di algoritmi che consigliano contenuti, sottoponendoli a grande trasparenza;
  • possibilità di verifica del funzionamento delle piattaforme con adeguate misure di trasparenza;
  • tracciabilità degli utenti commerciali nei mercati online, per poter individuare i venditori di beni o servizi illegali;
  • garanzia di adeguata applicazione delle norme in tutto il mercato unico, per una cooperazione innovativa tra pubbliche autorità. Ci sono anche novità per le piattaforme che raggiungono oltre il 10% della popolazione UE, che devono realizzare una struttura di sorveglianza ad hoc, oltre all’obbligo del controllo dei propri rischi. La Commissione avrà poteri speciali di supervisione delle piattaforme molto grandi, con la possibilità di comminare sanzioni direttamente. Per le stesse sarà previsto anche un Consiglio dei coordinatori nazionali dei servizi digitali.

Legge sui mercati digitali

Serve a contenere i riflessi negativi del controllo dell’accesso al mercato digitale esercitato ormai da quelle piattaforme che hanno acquisito la posizione di tramite tra aziende e consumatori e che possono agire come legislatori privati. Si basa sull’esperienza della Commissione acquisita nel campo del “diritto della concorrenza”, sui dati dell’”Osservatorio dell’economia delle piattaforme online” e sul “Regolamento sulle relazioni piattaforme/ imprese”. Definisce e vieta le pratiche sleali dei controllori dell’accesso.

Caratteristiche della legge sono:

  • applicazione riservata ai motori di ricerca, ai social network e ai servizi di intermediazione online, definibili oggettivamente ‘controllori di accesso’ ed in grado di fare uso di pratiche sleali;
  • definizione di soglie quantitative per i ‘controllori d’accesso’ presunti. Controllori dell’accesso potranno essere designati anche dalla Commissione, dopo un’indagine di mercato;
  • divieto di pratiche sleali evidenti, come quella di non consentire la disinstallazione dei software preinstallati, molto diffusa;
  • obbligo per i ‘controllori dell’accesso’ di permettere a tutti i software degli utenti di operare con i loro servizi;
  • previsione di sanzioni a garanzia delle nuove norme, con ammende per il ‘controllore dell’accesso’ fino al 10% del suo fatturato mondiale; sanzioni che in caso di recidiva possono prevedere misure strutturali, fino alla cessione di specifiche attività;
  • possibilità per la Commissione di verificare con indagini di mercato la tenuta di tali norme di fronte al rapido sviluppo dei mercati digitali e l’eventuale necessità di interventi di aggiornamento.

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