Erasmus+, risorse in risposta alla pandemia

di Giorgio De Rossi

Il 14 agosto u.s. la Commissione ha pubblicato il secondo emendamento al Programma Europeo Erasmus + con il quale, oltre a ribadire la tipologia e gli obiettivi delle azioni previste, è stato stanziato un ulteriore importo di 200 milioni di euro da destinare all’intero programma, prendendo atto con determinazione dell’emergenza COVID-19. La pandemia ha avuto, infatti, un impatto dirompente sull’istruzione e sulla formazione, facendo emergere nuovi modi di insegnamento e apprendimento che richiedono soluzioni innovative, creative e inclusive. A tale proposito Margaritis Schinas, Vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, ha dichiarato: “Lo spazio europeo dell’istruzione deve promuovere l’istruzione e le competenze digitali per mitigare i disagi causati dalla pandemia e sostenere il ruolo dell’Europa nella transizione digitale. La Commissione pubblicherà un invito straordinario a presentare proposte per Erasmus+ per un importo di 200 milioni di euro, che offrirà maggiori opportunità di apprendimento, insegnamento e condivisione nell’era digitale. Soluzioni efficaci, innovative e inclusive per migliorare l’istruzione e le competenze digitali esistono già, e beneficeranno del sostegno europeo”. La revisione del Programma di lavoro annuale Erasmus 2020 sosterrà progetti volti a migliorare la didattica, l’apprendimento e la valutazione digitale nelle scuole, nell’istruzione superiore e nella formazione professionale. Offrirà, inoltre, alle scuole, alle organizzazioni giovanili e agli istituti di istruzione per adulti, la possibilità di sostenere lo sviluppo delle competenze, stimolare la creatività e rafforzare l’inclusione sociale attraverso le arti, insieme ai settori culturali e creativi. Dal prospetto allegato, si evince il notevole incremento, rispetto al 2019, del numero delle candidature ai partenariati nel comparto della scuola (+ 87%), dell’Istruzione superiore (+ 29%) e dell’Educazione degli adulti (+ 59%). Inoltre, crescono anche le candidature per i Progetti di mobilità di apprendimento, nei settori della Scuola e dell’Educazione degli Adulti. Il prospetto sottolinea come, nel settennio 2014/2020, il numero degli insegnanti della Scuola (compresi i dirigenti ed il personale amministrativo) che hanno svolto un’esperienza di formazione europea, sia stato pari a 22.290 unità.

Nel 2020 4.886 persone effettueranno un’esperienza di mobilità europea (+13% rispetto al 2019). Ogni progetto in media consentirà la mobilità di 25 persone, mentre le Regioni più attive sono, nell’ordine, la Sicilia, la Campania e l’Emilia- Romagna. Nel comparto dell’Educazione degli Adulti le mobilità riguarderanno 1.280 persone (+27% rispetto al 2019), mentre, nell’arco 2014/2020, il numero complessivo ha raggiunto le 4.446 unità di personale: la maggior parte dei beneficiari ha scelto di seguire un corso di formazione; le Regioni più attive rispetto alla mobilità sono, nell’ordine, la Toscana, l’Umbria e la Lombardia. Poiché i bandi per i progetti in questi settori saranno pubblicati all’inizio dell’autunno, ciascuna organizzazione interessata è invitata a contattare l’Agenzia nazionale Erasmus +. Il Programma di lavoro annuale 2020 Erasmus+ era stato adottato dalla Commissione ad agosto 2019 (C5823); successivamente è apparsa la prima modifica a marzo 2020, C (2020)1159, in risposta alla crisi COVID-19, per consentire il lancio di nuove importanti iniziative. Con questa seconda revisione la Commissione ha inteso rafforzare il sostegno finanziario ad alcune azioni prioritarie, introducendo modifiche e aggiornamenti al testo, nonché modifiche tecniche e di bilancio.

E a proposito di bilancio, quello totale previsto per il 2020 prevede la modifica del precedente, destinando € 3.776.008.876 per il Programma Erasmus +. Il documento, in lingua inglese, consta di 150 pagine e, nel ripercorrere le caratteristiche del Programma Erasmus+, prende in seria considerazione la lotta alla pandemia nel settore dell’istruzione e della formazione. “Gli effetti diretti e indiretti della pandemia COVID-19” – si legge nel Documento di revisione – “hanno avuto un impatto quasi simmetrico in modo sostanziale e dannoso su tutti gli Stati membri con la sospensione delle attività di istruzione e formazione, della gioventù e dello sport. Questa situazione ha aumentato i livelli delle disuguaglianze sociali ed ha gravemente perturbato l’offerta di istruzione e formazione. Pertanto, il presente programma di lavoro riveduto riflette il contributo del Programma al processo di ripresa”. L’attenzione della Commissione è dunque finalizzata ad informare tutti i potenziali beneficiari delle azioni promosse da Erasmus +: dalle scuole ai docenti, dagli staff amministrativi all’istruzione superiore e al mondo dello sport, oltre che a quello della ricerca, e mira a sottolineare come, a causa della pandemia, milioni di europei siano stati costretti all’improvviso a dipendere dagli strumenti digitali per realizzare le interazioni di base della vita quotidiana. Nel mondo dell’istruzione, altri milioni di persone dipendono dall’apprendimento e dall’insegnamento a distanza e online. “La crisi ha rivelato molte sfide per gli educatori e gli studenti”- scrivono gli esperti della Commissione Europea – “come la debolezza dei sistemi di apprendimento a distanza, l’inadeguatezza dei metodi pedagogici e l’insufficiente capacità degli educatori di fornire corsi online di alta qualità e di effettuare valutazioni online che salvaguardino l’equità educativa. Le acute disuguaglianze sociali sono state esposte ed esacerbate, in particolare per quanto riguarda il divario digitale, ovvero molte persone stanno incontrando difficoltà pratiche e tecniche nell’accesso e nell’utilizzo dell’ambiente e-learning.

Questa pandemia ha rappresentato un test di stress senza precedenti per il programma Erasmus+ in termini di resilienza e continuità aziendale”. L’intero documento, ricco di riferimenti alla situazione attuale, rappresenta una significativa conferma di quanto la Commissione Europea intenda promuovere un Programma sempre adeguato e attuale, per non lasciare i potenziali candidati alle azioni di mobilità senza le risorse necessarie per la partecipazione e l’incontro tra docenti, studenti e personale delle scuole e di tutti i settori educativi.