Ue in marcia per un’economia sostenibile

di Giorgio De Rossi

La Commissione europea ha presentato al Parlamento il progetto legislativo – il cosiddetto Piano di investimenti per un’Europa sostenibile – che contribuirà a finanziare, tra il 2021 e il 2027, un’economia climaticamente neutrale entro il 2050. Il piano di investimenti del Green Deal Europeo, il nuovo “Patto Verde”, farà leva su una serie di risorse e strumenti finanziari dell’UE per mobilitare risorse pubbliche e fondi privati necessari ad attrarre almeno 1.000 miliardi di € di investimenti. Il Progetto di legge si articola su tre direttrici:

  • finanziamento: mobilitare almeno 1.000 miliardi di € di investimenti sostenibili nei prossimi dieci anni. Il bilancio dell’UE destinerà all’azione per il clima e l’ambiente una quota di spesa pubblica senza precedenti, attirando i fondi privati, e in questo contesto la Banca europea per gli investimenti svolgerà un ruolo di primo piano;
  • quadro favorevole agli investimenti: prevedere incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati. L’UE fornirà strumenti utili agli investitori, facendo della finanza sostenibile un pilastro del sistema finanziario;
  • sostegno pratico: la Commissione fornirà aiuti alle autorità pubbliche e ai promotori in fase di pianificazione, elaborazione e attuazione dei progetti sostenibili.

La tabella acclusa ci aiuterà a delineare il complesso piano finanziario degli investimenti che saranno mobilitati per realizzare il New Green Deal Europeo. La quota più rilevante per la realizzazione di investimenti sostanziali destinati al raggiungimento degli obiettivi climatici ed ambientali deriva dagli stanziamenti inseriti nel prossimo bilancio UE, per i sette anni compresi tra il 2021 e il 2027. La Commissione ha, infatti, proposto che il 25 % del bilancio totale della prossima programmazione sia destinato a contribuire all’azione per il clima e alla spesa ambientale attraverso l’intervento di una serie coordinata di programmi quali il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA), il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione, Orizzonte Europa e i fondi LIFE. Nel complesso, calcolando su un periodo di 10 anni il bilancio dell’UE metterà a disposizione del piano di investimenti del Green Deal europeo 503 miliardi di €, stimolando cofinanziamenti nazionali aggiuntivi per circa 114 miliardi di € da destinare nello stesso periodo a progetti in materia di clima e ambiente. Il programma InvestEU, mobiliterà circa € 279 miliardi di investimenti privati e pubblici nei settori del clima e dell’ambiente nel periodo 2021-2030 e fornirà una garanzia di bilancio dell’UE per consentire al Gruppo BEI e ad altri partner esecutivi di investire in un numero maggiore di progetti. Con il medesimo programma InvestEU la Commissione intende accrescere ulteriormente gli investimenti, l’innovazione e la creazione di posti di lavoro, facendo proprio il modello adottato per il piano di investimenti per l’Europa, il cosiddetto piano Juncker, Affinché nessuno sia lasciato indietro, il meccanismo per una transizione giusta mobiliterà almeno 100 miliardi di € di investimenti nel periodo 2021-2027 grazie a finanziamenti provenienti dal bilancio dell’UE, a cofinanziamenti da parte degli Stati membri e a contributi di InvestEU e della Banca europea per gli investimenti (BEI). Ipotizzando un calcolo su dieci anni, il meccanismo per una transizione giusta mobiliterà circa € 143 miliardi. Infine, il Fondo per l’innovazione e il Fondo per la modernizzazione, che non fanno parte del bilancio dell’UE ma sono finanziati da una parte degli introiti provenienti da uno strumento strategico essenziale – quale la vendita all’asta delle quote nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE –, metteranno a disposizione circa 25 miliardi di € per la transizione dell’UE verso la neutralità climatica, con un’attenzione particolare, nel caso del Fondo per la modernizzazione, agli Stati membri con livelli di reddito più bassi.

La proposta di regolamento del Just Transition Fund è stata accompagnata da documenti tecnici che definiscono i criteri di assegnazione delle risorse e la suddivisione tra gli Stati membri. Tali criteri si basano principalmente sull’intensità di carbonio, l’inquinamento industriale e le potenziali perdite di posti di lavoro nelle singole economie: non stupisce che la Polonia sia in testa con € 2 miliardi di risorse allocati e fino a € 27 miliardi di investimenti mobilitati, mentre all’Italia spetterebbero € 364 milioni che potrebbero generare fino a € 4,8 miliardi. Tuttavia, l’accesso al fondo da parte degli Stati è subordinato non solo al cofinanziamento dei progetti ma anche all’approvazione da parte della Commissione dei “piani di transizione territoriale giusta” presentati dalle Regioni più colpite per mostrare come intendono utilizzare le risorse per realizzare i loro obiettivi climatici. Il guanto di sfida per rendere l’economia europea più verde e sostenibile è stato quindi lanciato dalla Commissione.

A raccoglierlo per primo è stato l’Europarlamento, che con una risoluzione si è dichiarato pronto a sostenere il Green Deal chiedendo un meccanismo di transizione adeguatamente finanziato per tutte le regioni dell’UE e un’accelerazione sulla riduzione delle emissioni di gas effetto serra. Di fondamentale importanza saranno dunque le azioni concrete di Bruxelles che dovranno seguire e soprattutto il supporto politico degli Stati membri chiamati ad attingere pesantemente alle loro finanze per far decollare il piano europeo. Non si tratta di “business as usual”, ma di ridefinire la mission stessa dell’Europa nei prossimi decenni. Una mission “rivoluzionaria” che dovrà fungere da traino rispetto alle altre aree del mondo. Senza il loro contributo verso la sostenibilità l’impegno europeo apparirebbe velleitario oltre che inefficace per la salute del pianeta.

Recommended For You

About the Author: RED

WP Twitter Auto Publish Powered By : XYZScripts.com